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19 Agosto 2024 by Pietro Angelo Rossoni Lascia un commento

Dal 3 settembre partono gli incentivi da parte della Regione Lombardia per realizzare la transizione digitale delle imprese e supportare le filiere produttive nella creazione di progetti di sviluppo sostenibili.

BASKET BOND

I Basket bond Lombardia sono programmi di finanziamento che permettono alle imprese l’emissione di mini bond, ossia titoli di debito di piccole dimensioni, che poi vengono raggruppati in un unico strumento (il basket bond) e offerti agli investitori.

L’agevolazione prevede una garanzia che copre il 100% dei mancati pagamenti di capitale e interessi su ciascun mini bond, entro il limite del 25% dell’ammontare di ciascun portafoglio di mini Bond e di un contributo a rimborso dei costi sostenuti per la strutturazione e l’emissione degli stessi.

I requisiti previsti per ciascun mini bond sono: valore compreso tra 1,5 milioni di euro (minimo) e 10 milioni di euro (massimo), durata nominale massima di 7 anni.

Le domande sono presentabili dal 3 settembre, sino al 29 maggio 2026.

TRANSIZIONE DIGITALE

L’agevolazione consiste nel riconoscimento di un contributo a fondo perduto, di importo pari fino al 50 % delle spese ammissibili. L’agevolazione massima non può superare i 100.000 euro.

Gli interventi agevolabili sono l’acquisto di servizi informatici e/o tecnologie connesse alla realizzazione dell’intervento attuativo, l’acquisto di servizi funzionali alla definizione del piano strategico digitalizzazione e alla definizione dell’intervento attuativo, servizi di formazione e accompagnamento funzionali alle tecnologie introdotte.

Le domande sono presentabili dal 3 settembre, sino al 12 novembre.

Gli incentivi previsti rappresentano un’opportunità che deve essere colta da parte delle imprese per poter restare competitivi nel lungo periodo, abbandonando gli strumenti tradizioni in favore di soluzioni tecnologiche più performanti che permettano una maggiore flessibilità, velocità ed efficienza.

Sebbene la digitalizzazione richieda un grande sforzo in termini di risorse, i benefici che ne possono derivare sono molteplici, specialmente in ottica di semplificazione dei processi aziendali.

Bando “Transizione digitale delle imprese lombarde” (regione.lombardia.it)

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16 Dicembre 2023 by Omar Rossoni Lascia un commento

L’agenzia delle Entrate ha chiarito di recente che le spese sostenute da un agente di commercio per l’energia elettrica effettivamente destinata alla ricarica dell’auto sono equiparate a quelle sostenute per le spese di rifornimento di benzina, quindi

  • Costo deducibile nella misura dell’80%
  • Iva detraibile al 100%

Il “recupero della spesa” potrà avvenire anche qualora la ricarica sia effettuata presso una wall box situata nei locali del contribuente destinati a uso promiscuo della propria attività, sempre che si possa concretamente documentare e comprovare l’utilizzo della suddetta energia come “carburante”.

Si ricorda, così come già previsto per i canonici rifornimenti di benzina, che la deducibilità del costo e la detraibilità dell’Iva spettano solo se il rifornimento è stato pagato mediante modalità tracciate (bonifico, assegno, ecc.).

Cit. Risposta agenzia Entrate 477 del 15/12/2023

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25 Novembre 2023 by Omar Rossoni Lascia un commento

Nelle società di persone, così come previsto dal nostro Codice Civile, è vietata la distribuzione di utili “fittizi”, quindi è lecito prelevare somme fino a concorrenza dell’utile effettivamente conseguito dalla società.

L’art. 2303 del Codice Civile recita quanto segue: “Non può farsi luogo a ripartizione di somme tra soci se non per utili realmente conseguiti“.

Nelle società di persone l’utile dell’esercizio diviene definitivo con l’approvazione del c.d. “Rendiconto” ovvero la situazione patrimoniale e finanziaria che viene predisposta al termine dell’esercizio (non vi è un bilancio vero è proprio a differenze delle società di capitali).

Sebbene lo stesso Codice Civile preveda poi che si possano prelevare utili solo successivamente all’approvazione di tale documento, nella prassi diffusa, non dovendo predisporre nessun verbale per la distribuzione di utili, è solito prelevare nel corso dell’anno somme a titolo di “acconti”  quali prelievi di utili che verranno conseguiti dalla società, a patto che lo stesso Statuto societario contenga clausole specifiche in merito (se non presente, risulta necessario introdurre nello Statuto una clausola che permetta l’acconto degli utili durante l’esercizio)

⚠️ MA ATTENZIONE 

qualora si dovessero prelevare importi superiori all’utile effettivamente realizzato, i soci sono tenuti a restituire quanto prelevato in eccesso in quanto, diversamente, potrebbero vedersi attribuire tale differenziale a tassazione quale redditi da partecipazione o addirittura, nei peggiori dei casi,  potrebbero venir accusati di aver posto in essere operazioni sospette di “nero”, con tutte le conseguenze del caso.

Per le ragioni qui sopra esposte è opportuno verificare lo Statuto della propria società, predisporre situazione contabili infra-annuali periodiche e prelevare durante l’anno somme per importi inferiori all’utile conseguito sino a far data.

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26 Settembre 2023 by Omar Rossoni Lascia un commento

Il capitale investito in un’azienda si crea non solo attraverso il capitale apportato dal titolare o dai soci, ma anche con l’utilizzo del capitale di terzi (banche, finanziatori etc. ).

La leva finanziaria consente di valutare se un investimento deve essere effettuato tramite risorse interne all’azienda oppure tramite il capitale di debito.

La scelta di ricorrere all’indebitamento presso terzi non per forza deve risultare poco conveniente, anzi acquisire capitale di terzi, a volte, si rileva la scelta più corretta.

Sotto il profilo economico possiamo ottenere due distinte situazioni:

    1. Se la redditività del capitale investito è maggiore della redditività del capitale di terzi (ROI >ROD) è conveniente l’indebitamento perché il capitale di terzi moltiplica la redditività del capitale proprio. Si crea un effetto leva sul debito che permette di massimizzare il ROE.

 

  1. Se la redditività del capitale investito è minore della redditività del capitale di terzi (ROI <ROD) in questo caso la redditività del capitale investito non è in grado di remunerare il costo del capitale di terzi e l’indebitamento non risulta vantaggioso. Conviene valutare altre possibilità.

L’indice misura quindi il grado di indebitamento dell’azienda, se il rapporto è elevato per gli investitori esterni il prestito di capitali diventa molto rischioso e quindi per l’azienda aumenta il costo dell’indebitamento, tramite un incremento degli oneri finanziari connessi al prestito. In alcuni casi l’istituto di credito potrebbe addirittura non concedere il prestito richiesto.

Attenzione a non generalizzare, l’indicatore deve essere attentamente analizzato poiché ci sono aziende sul mercato che hanno un elevato indice di indebitamento ma sono in salute.

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25 Settembre 2023 by Thomas Rossoni Lascia un commento

L’EBITDA rappresenta un margine, cioè una differenza tra ricavi e costi, con una portata segnaletica economica e finanziaria. Equivale al concetto di MOL (Margine operativo lordo), anche se a volte viene differenziato non considerando gli accantonamenti.

Tramite l’EBITDA possiamo valutare se l’azienda è in grado di generare ricchezza tramite la sola gestione operativa, escludendo quindi le politiche di bilancio legate agli ammortamenti e accantonamenti, la gestione straordinaria, la situazione debitoria che influisce sulla gestione finanziaria e gli effetti fiscali.

Il primo punto da cui partire per la determinazione di questo indicatore è la corretta riclassificazione del conto economico, secondo lo schema come qui sotto riportato.

1) Ricavi di vendita 17.000,00
2) Rimanenze finali prodotti finiti 1.500,00
3) Rimanenze iniziali prodotti finiti 500,00
4) Valore della produzione di esercizio (1-2-3) 18.000,00
5) Acquisti di materiali 6.000,00
6) Rimanenze iniziali di materiali 1.000,00
7) Rimanenze finali di materiali 500,00
8) Consumi di materiali (5+6-7) 6.500,00
9) MARGINE SUI MATERIALI (4-8) 11.500,00
10) Prestazione di servizi e acquisti diversi da terze economie 2.000,00
11) VALORE AGGIUNTO (9-10) 9.500,00
12) Costo del lavoro 5.000,00
13) EBITDA (o MOL) (11-12) 4.500,00
14.1) Ammortamenti 2.000,00
14.2) Accantonamenti 400,00
15) EBIT (o margine operativo netto) (13-14) 2.100,00
16) Gestione finanziaria – 400,00
17) Gestione straordinaria – 100,00
18) RISULTATO DELL’ESERCIZIO PRIMA DELLE IMPOSTE (15-16-17) 1.600,00
19) Imposte sul reddito 800,00
20) RISULTATO DELL’ESERCIZIO (18-19) 800,00

Successivamente, per il calcolo dell’EBITDA, si procederà con uno dei seguenti metodi:

1. Metodo differenziale: si parte dai ricavi e si sottraggono i costi dei materiali, i costi esterni operativi e il costo del lavoro, COME SEGUE:

1) Ricavi di vendita 17.000,00
2) Rimanenze finali prodotti finiti 1.500,00
3) Rimanenze iniziali prodotti finiti 500,00
4) Valore della produzione di esercizio (1-2-3) 18.000,00
5) Acquisti di materiali 6.000,00
6) Rimanenze iniziali di materiali 1.000,00
7) Rimanenze finali di materiali 500,00
8) Consumi di materiali (5+6-7) 6.500,00
9) MARGINE SUI MATERIALI (4-8) 11.500,00
10) Prestazione di servizi e acquisti diversi da terze economie 2.000,00
11) VALORE AGGIUNTO (9-10) 9.500,00
12) Costo del lavoro 5.000,00
13) EBITDA (o MOL) (11-12) 4.500,00

Oppure:

2. Metodo cumulativo: si parte dell’utile di esercizio e si aggiungono le imposte, le componenti straordinarie, gli accantonamenti e gli ammortamenti, COME SEGUE:

RISULTATO DELL’ESERCIZIO (18-19) 800,00
Imposte sul reddito 800,00
Gestione straordinaria 100,00
Gestione finanziaria 400,00
Accantonamenti 400,00
Ammortamenti 2.000,00
14) EBITDA (o MOL) (11-12) 4.500,00

L’indicatore determinato potrà essere utilizzato per compiere sia analisi economiche che finanziarie.

La dimensione ECONOMICA si ravvisa nella sua capacità di rappresentare il Valore che l’azienda crea dopo aver sostenuto i costi esterni e quelli del lavoro.

La dimensione FINANZIARIA, invece, si riscontra nella capacità dell’indicatore di approssimare il valore del flusso di cassa operativo prodotto dall’azienda.

Un Ebitda NEGATIVO significa che probabilmente l’azienda assorbe liquidità, viceversa un valore POSITIVO significa che l’azienda genera liquidità.

 

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24 Settembre 2023 by Thomas Rossoni Lascia un commento

Si tratta di un’operazione di finanziamento con diversi vantaggi:

  1. l’impresa venditrice ottiene immediata liquidità con l’alienazione del bene alla società finanziaria;
  2. mantiene il possesso del bene continuandolo a utilizzare nella propria attività;
  3. alla scadenza del contratto di leasing riscatta il bene e ne ritorna proprietaria;
  4. non essendo più proprietaria del bene l’impresa ottiene un risparmio in caso di eventuale manutenzione straordinaria dello stesso.

Il bene oggetto di questa operazione si considera ceduto e deve quindi essere eliminato dal bilancio dell’impresa cedente attraverso l’emissione di regolare fattura soggetta ad IVA; la differenza tra il prezzo di vendita concordato con la società finanziaria e il valore netto contabile iscritto nel bilancio della società cedente genera una plusvalenza o una minusvalenza.

La plusvalenza (ricavo imponibile) è ripartita in base alla durata del contratto di locazione finanziaria, dal momento in cui decorre il contratto stesso, in questo modo l’impatto economico che la vendita del bene ha sul bilancio viene differito in più esercizi.

Diversamente la minusvalenza (costo deducibile) rileva per intero nel conto economico all’atto della compravendita, purché la compravendita e la locazione finanziaria siano effettuate a condizioni di mercato.

La successiva concessione del bene da parte della società di leasing all’impresa utilizzatrice è rilevata contabilmente come una normale operazione di leasing (l’impresa utilizzerà il bene riconoscendo un canone periodico deducibile alla società di leasing).

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